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Questa campagna di scavi ha avuto come primo obbiettivo quello di determinare l’importanza dei reperti archeologici dei giardini realizzati verso il 1570 da Alberto Gondi. Tre aree sono state analizzate. Nell’area del parterre alto della grotta, una galleria sotterranea, interamente sepolta una decina di anni fa, è stata riaperta e osservata. È stato realizzato un rilievo completo di questo spazio che appare contemporaneo alla costruzione del giardino. La sua pianta cruciforme, le sue dimensioni, la sua disposizione e la costruzione in profondità sembra indicare la presenza di un luogo destinato a magazzino. Il cattivo stato della muratura della volta non ha permesso di scavare il riempimento interno. Questa costruzione non compare nelle planimetrie del giardino del XVII secolo e neanche nelle antiche descrizioni: è stata realizzata una dettagliata analisi stratigrafica del sito dell’antico pozzo indicato nel piano del grand potager, risalente al tempo di Luigi XIV, ma senza ottenere risultati.

Gli scavi svolti nel luogo della gratta di Noisy hanno rivelato l’importanza delle vestigia conservate. In un primo tempo, sono stati effettuati una parte dei sondaggi attraverso l’edificio. Nella parte alta della terrazza superiore, verso l’antica abside nord, è stato recuperato uno spesso strato di argine di demolizione (con numerosi frammenti dell’ornamentazione); non è stato possibile raggiungere le fondamenta della grotta o della parete esterna di sostegno. Nella zona bassa, dalla parte dell’ala e del portico d’entrata, la trincea è stato allargata e una zona di circa 20 m2 è stata interamente scavata; la base dei muri e in parte del pavimento è stata ritrovata, permettendo di localizzare la muratura sulle piante d’archivio e di constatare una inversione della pianta disegnata da Jean Marot. La zona scavata corrisponde a una parte del portico e del vestibolo di accesso, la totalità di uno spazio secondario ancora parzialmente pavimentato e una delle nicchie del salone centrale che mostra ancora il suo decoro.

La scoperta di numerosi reperti della decorazione della grotta conferma e integra le descrizioni come le antiche vedute che illustrano il fasto di questo luogo. Negli argini delle strutture demolite sono stati trovati frammenti in stucco verniciato e dorato oltre a cornici lacunari dalla forma esagonale. È stata ritrovata anche un'ampia varietà di conchiglie sigillate in cornici di gesso, incluse cozze, vongole, lumache… I raccordi tra le rocailles sono di vari materiali (in particolare di gesso) e di varie forme. Questi ornamenti sono stati disposti su supporti in gesso i cui colori rossi, neri e bianchi sono armonizzati tra le conchiglie e le pietre. Gli assemblaggi formano disegni con motivi vegetali inseriti in strutture architettoniche fissati attraverso chiodi nella muratura. Sono stati scoperti frammenti di terreno con malta incrostata di piccoli ciottoli di pietra chiara, tra cui alcuni resti ancora in posizione alla base della nicchia del salone.

Altri elementi decorativi sono stati rinvenuti: pietre scolpite secondo i modelli di concrezioni calcaree e stalattiti, rivestimenti in ceramica smaltata, infine alcuni frammenti di blocchi modellati compreso un grande frammento di facciata alla base dell'edificio. Sono stati recuperati anche vari frammenti di pavimentazione, un piccolo modello a piastrelle esagonali e un più ampio e vasto schema di tegole ottagonali. Nell’argine della demolizione sono stati trovati resti di piastrelle di terracotta e frammenti di ardesia, ma non sono stati identificati elementi decorativi dal salone al primo piano. Un tubo di piombo è stato ritrovato. Il materiale recuperato è temporaneamente conservato in 40 scatole per inventario e studio: identificazione dei materiali, della specie di molluschi, misurazioni e rilievo dei frammenti di modanature, analisi del processo realizzazione e dei processi di fabbricazione dei rilievi in gesso. I reperti fissi collocati nel sito sono stati protetti e l'intero scavo è stato ricoperto.

(Traduction Marco Calafati)

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